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lunedì 30 agosto 2021

Lo stato dell'unione - Nick Hornby

Tom e Louise sono una coppia in crisi. Il loro matrimonio fa acqua da tutte le parti ma invece di mandare tutto all’aria decidono di provare a rimettere insieme i cocci della loro relazione. Li incontriamo ogni settimana seduti al tavolo del solito pub davanti a un boccale di birra e un calice di vino prima della seduta dalla consulente matrimoniale. Insieme spiano dalle vetrate del locale le coppie che escono dallo studio della terapista prima che tocchi a loro, confrontano l’umore di lui e quello di lei osservando il linguaggio del corpo, notano se si avviano per la stessa strada o proseguono separati. Se assistono a qualche scenata provano un certo sollievo al pensiero (consapevolmente infondato) di essere una coppia forse messa un po’ meglio. Quando invece il litigio va a finire bene e li beccano a baciarsi appassionatamente, il paragone non fa che peggiorare il loro stato d’animo. Quello che dopo ogni incontro diranno alla consulente resta fuori dalla scena. Li vediamo confrontarsi a tu per tu, parlare apertamente dei loro problemi e chiedersi dove sia andata a finire la passione di un tempo. Approfittando della “zona franca della crisi”, trovano il coraggio di confessarsi delle verità scomode mai espresse prima.

I dialoghi serrati, praticamente pronti per una sceneggiatura, ricordano quelli dei personaggi di Woody Allen in cui la rabbia e il risentimento sono sempre smorzati da una certa ironia. Per quanto personale sia la loro situazione, com’è tipico di Hornby, il discorso si estende a un’intera generazione di cui i protagonisti rappresentano le fragilità e a un contesto, quello dell’Inghilterra alle prese con il divorzio politico della Brexit, che non sembra incoraggiare una riappacificazione.



P.S. Se volete leggere un libro rassicurante che abbia come protagonista un adulto appagato e determinato, con le idee chiare e i piedi per terra, in pace con se stesso, realizzato nel lavoro dei suoi sogni, impegnato in una relazione serena ed equilibrata, e che dopo anni di rapporti tormentati e irrequietezza giovanile ha finalmente capito chi è e cosa esattamente vuole dalla vita senza darsela letteralmente a gambe di fronte alle responsabilità, state alla larga da Nick Hornby.




mercoledì 25 agosto 2021

Hap & Leonard - Joe R. Lansdale

 

Prima ancora di essere una coppia di detective, Hap e Leonard sono due buoni amici, accomunati da un’innata propensione a cacciarsi nei guai. Dove la giustizia ufficiale non arriva o lascia correre, vedi sbucare loro. Se c'è da raddrizzare un torto, lo fanno a qualsiasi costo e di solito costa tanto. La loro etica è non fare del male se non costretti e in quest'ultimo caso non farne più del necessario ma a volte seguendo i loro metodi discutibili di giustizia fai-da-te falliscono miseramente e quasi mai imparano la lezione. Nei momenti decisivi darebbero la vita per proteggere l’altro ma in tutti gli altri momenti stanno sempre a punzecchiarsi e bisticciare, facendo a gara a chi la spara più grossa. A volte finiscono per esagerare con le provocazioni e si arrabbiano sul serio ma non dura mai troppo a lungo, arriva sempre l’attimo in cui, data la complicità che li lega, si sentono ridicoli a continuare a mettersi il muso e, con un sorriso d’intesa, fanno pace. Si capiscono al volo. Hap riesce a captare ogni malumore di Leonard, dalla tristezza inconsolabile mascherata dal suo cinismo allo sguardo deluso per quando malvolentieri fa la mossa di condividere i suoi amati biscotti alla vaniglia giusto per farla ma poi qualcuno finisce per accettare davvero. Anche Leonard conosce Hap come le sue tasche e sa che è meglio chiedergli le cose quando è a stomaco pieno e che se si innamora di una donna è puntualmente quella sbagliata e finirà per spezzargli il cuore. Ed è quel tipo di amico da "te l'avevo detto". Capisce quando la mente di Hap è altrove e, con quel fiuto che solo i grandi amici hanno, sa sempre anche dove sia di preciso.



Le loro avventure si svolgono nell’East Texas che, come il Maine di Stephen King, è più di una semplice ambientazione, non si limita a fare da sfondo, diventa uno stato mentale. È un luogo dai colori sempre saturi, una terra estrema, senza mezze misure, dove il sole spacca le pietre, il caldo è soffocante, le tempeste diventano presto uragani e quando qualcuno si fa male il sangue scorre a fiumi. 





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