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domenica 31 ottobre 2021

Over the Garden Wall - Patrick McHale



Over the Garden Wall (2014) è una miniserie animata di 10 episodi scritta da Patrick McHale e distribuita da Cartoon Network. Non lasciatevi ingannare dal suo target apparente. Come le migliori fiabe, parla a un pubblico eterogeneo, è una storia stratificata apprezzabile a più livelli.

Se vi piace l'autunno con i suoi toni caldi e nostalgici, allora resterete incantati dagli scenari meravigliosi di questa serie. 

Sono ispirati, a detta dell'autore, ai colori confortevoli delle vecchie cartoline del New England, allo stile delle cartoline di Halloween del periodo vittoriano e alle illustrazioni dei libri di fiabe d'altri tempi.

  
Questi fondali con i loro paesaggi nebbiosi, case di legno abbandonate nel cuore della foresta, alberi spaventosi quasi quanto quelli di Biancaneve, villaggi fantasma abitati da strane creature e taverne in mezzo al nulla con oscure sagome alla finestra, contribuiscono a creare un'atmosfera inquietante e fiabesca. Anzi fiabesca e basta dato che l'inquietudine è parte integrante del mondo delle fiabe.
La storia racconta di due fratellastri che si ritrovano sperduti in una misteriosa foresta chiamata The Unknown. Smarrita la via di casa, vagano in questa selva oscura accompagnati da un uccellino di nome Beatrice e una rana senza nome fisso. Attraversano luoghi spaventosi imbattendosi in una serie di bizzarre creature che spesso sono più di quello che sembrano.
A proposito dei personaggi, questo ragazzo dal look pinocchiesco è Wirt, il fratello maggiore, insicuro e prudente (infatti sta quasi sempre con le mani così) ed è intimorito da tutto ciò che non conosce.

Mentre questo bambino con l'enorme teiera sulla testa è Greg, il fratellino, un batuffolo di brio e spontaneità, gentile e curioso, sempre pronto all'avventura e ad affrontare con positività qualsiasi situazione. Si caccia continuamente nei guai, non sta mai fermo, zitto neanche a parlarne, e intona canzoncine che fischietterete vostro malgrado.
Beatrice, un uccellino blu parlante parodia degli animaletti gioiosi della Disney che capovolge il suo stereotipo con il suo carattere scorbutico.
Poi c'è il taglialegna, un uomo misterioso e burbero il cui unico interesse sembra essere alimentare la lanterna che porta con sé in cui custodisce un commovente segreto.
E la Bestia, un'entità spaventosa, un mostro di cui non riusciamo a scorgere il volto ma solo l'inquietante silhouette che si staglia nel buio. Inganna le persone approfittando delle loro debolezze e si nutre della disperazione dell'essere umano.
Per quanto ci sia un antagonista, Bene e Male, come accade nelle storie più belle, non sono nettamente separati. Ogni personaggio ha in sé una parte di luce e una parte di oscurità.
Si potrebbe parlare a lungo di tutte le ispirazioni di questa serie, di quanti riferimenti ci siano all'immaginario della Divina Commedia,
di quanto la Bestia somigli al diavolo del Faust
di quante creature sembrino uscite dalle fiabe dell'Ottocento e dal folklore anglosassone, di quanto visivamente si ispiri all'animazione degli anni Trenta, quella omaggiata da Cuphead e alle atmosfere del cinema di Tim Burton e di altri film,
ma la verità è che per quanto suggestivi e interessanti siano tutti questi richiami, durante la visione non ci si pensa, la mente non va altrove, è completamente immersa nell'universo accattivante della storia mentre tutti questi echi agiscono silenziosamente lasciando addentrare lo spettatore in un mondo sconosciuto e al tempo stesso familiare perché sepolto da qualche parte nella sua memoria
Ed è un  mondo da cui, come dai migliori viaggi, non si può far ritorno senza aver scoperto qualcosa.











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