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mercoledì 18 maggio 2022

I ponti di Madison County - Robert J. Waller


“I vecchi sogni erano bei sogni; non si sono avverati, ma sono contento di averli coltivati”.

È un afoso pomeriggio di fine estate a Madison County, una tranquilla cittadina rurale dell’Iowa, e Francesca Johnson è seduta a bere tè freddo sulla sedia a dondolo della sua veranda. Il marito e i ragazzi sono partiti verso l’Illinois per partecipare a una fiera locale e lei, rimasta sola alla fattoria, ha qualche giorno tutto per sé.
Nel silenzio della campagna, torna con la mente ai suoi sogni di ragazza, ricorda quando abitava a Napoli e ripensa a tutto il percorso che l’aveva portata a trasferirsi nel Midwest. L’America non aveva mantenuto le sue promesse, la vita non si era rivelata come l’aveva immaginata e si domanda dove sia finita quella giovane ragazza piena di sogni. 

Immersa nei suoi malinconici pensieri, osserva da lontano la polvere sollevata da un pickup che percorreva la strada provinciale. Avanzava con lentezza come se il conducente fosse alla ricerca di qualcosa. Inaspettatamente il veicolo imbocca il vialetto di casa sua, così si incammina nell’erba per avvicinarsi. Dal vecchio furgone scende un uomo e le chiede indicazioni. Il suo nome è Robert Kincaid, è un fotografo del National Geographic giunto da Bellingham per un servizio sui ponti coperti di Madison County. Francesca sulle prime prova a indicargli la direzione ma poi, sorprendendo anche se stessa di un simile slancio, si propone di accompagnarlo. C’è qualcosa in quell’uomo sconosciuto, qualcosa di magnetico nei suoi occhi, nella naturalezza dei suoi movimenti e nella gentilezza inconsapevole dei suoi gesti che risveglia in lei un entusiasmo assopito da tempo, un sentimento imprevisto che la smuove nel profondo e che sembra ridarle linfa vitale. Lui dal canto suo, fin dal primo scambio di battute, si sente incuriosito e anche intimidito da quella donna tanto gentile e la scruta con lo sguardo attento e l’espressione seria con cui probabilmente studiava un paesaggio prima di fare una fotografia. Giunti al Roseman Bridge lei lo osserva alle prese con la macchina fotografica con la stessa curiosità con cui si spia di nascosto un animale selvaggio nel suo habitat.

In quella giornata particolare, nasce tra loro una simpatia istantanea, un interesse sincero per i pensieri, le origini, le esperienze dell’altro.
 

La curiosità, l’entusiasmo per le cose, il comune desiderio di vivere con intensità e trasporto le circostanze della vita, la facilità con cui riescono a comprendersi e la voglia di raccontarsi e di ascoltarsi li avvicinano sempre di più. Lui le fa domande impreviste che la portano a dar voce a quelli che dovevano essere pensieri troppo a lungo trattenuti che finalmente trovano occasione per venire fuori. Riesce a leggere il non detto delle sue risposte senza lasciarselo scappare, la invita a mostrarsi con trasparenza, ad ascoltare l’istinto, ad essere fedele a se stessa e accogliere i cambiamenti. Lei, affascinata dai discorsi di questo forestiero che, come certe canzoni di Battiato, le raccontano di un altrove, tra deserti asiatici, fiumi lontani, città remote e antichi porti, riconosce in lui lo spirito del viaggiatore che non mette radici e che fa del mondo la sua casa.

Tra sguardi profondi, parole sussurrate e momenti di tacita complicità nasce un legame autentico. Con la loro semplice vicinanza riescono a dare spazio e attenzione alla parte più intima dell’altro, se ne prendono cura, celebrano ogni singolo istante nella pienezza dei sentimenti consapevoli che il loro tempo finirà non appena la realtà tornerà a bussare alla porta ma anche che i momenti trascorsi insieme saranno un patrimonio di ricordi preziosi e immortali.

Di questa storia ricorderò la calda intimità che avvolge i personaggi nella pace della cucina mentre sono intenti a improvvisare una cena, i loro silenzi condivisi, il senso di libertà che provano nel farsi conoscere così come sono, il loro piacere nell’abbandonarsi alla spontaneità delle emozioni con romanticismo e fantasia a partire dalle piccole cose quotidiane.

Questo libro è dedicato ai pellegrini, a coloro che non smettono di cercare una vita autentica.























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