Chissà
perché scelgo un momento come questo
per ricordarmi di quella volta che mia zia mi prese da parte
e mi disse: Quello che sto per dirti adesso
te lo ricorderai ogni giorno finché campi?
Ma
l’unica cosa che ricordo è questa.
RAYMOND CARVER
A caccia (Blu oltremare)
La memoria è strana. Nonostante i tanti momenti significativi delle nostre vite, sono quelli più banali a volte a tornarci in mente. Forse più che tornare sono sempre stati lì, ai margini, e all'improvviso - per motivi che non è sempre chiaro precisare - vengono risvegliati. A volte basta poco per sollecitarli. Per Proust una madeleine intinta nel tè o un piede poggiato su un pavimento irregolare avevano il potere di rievocare attimi di vita che credeva di aver perso per sempre. Grazie a stimoli sensoriali e miracolose analogie della memoria, passato e presente finiscono per coincidere. Frammenti di vita trascorsa riaffiorano nel qui e ora restituendoci, per brevi preziosissimi istanti di eternità, il tempo perduto.
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«Che hai fatto in tutti questi anni, Noodles?» «Sono andato a letto presto.» C'era una volta in America - Sergio Leone |
Abbandonare un gatto comincia con un ricordo marginale. In un pomeriggio d'estate della sua infanzia Murakami e suo padre andarono ad abbandonare un gatto sulla spiaggia. L'episodio è rievocato in una manciata di pagine. È il titolo della storia senza esserne il fulcro, al massimo una miccia. Quel momento di poco conto apparentemente insignificante rimasto per anni in qualche zona d'ombra della memoria riaffiora e diventa l'occasione per parlare di suo padre, un uomo comune e al contempo eccezionale che studiava per diventare prete, scriveva haiku e si è ritrovato soldato per un errore burocratico. Una storia che si era tenuto dentro per molto tempo, come una spina rimasta in gola, in cui la vita microscopica di un uomo qualunque incrocia la Grande Storia.
Sulla fascetta (quello spazio del libro in cui tutto può succedere, come potete vedere su Fascetta Nera), è scritto a caratteri cubitali che si tratta di un “Murakami inedito". Per certi versi è così, chi ha letto altri libri dell'autore conosce la sua riservatezza, la sua reticenza nel parlare di sé (perlomeno apertamente), la sua voglia pari a zero di essere un personaggio pubblico.
Inevitabilmente sorprende, quindi, che abbia voluto condividere con i lettori qualcosa di così intimo e privato come la vita di suo padre, il rapporto che aveva con lui, il timore reverenziale che ha portato i non-detti tra di loro ad accumularsi fino a diventare incomprensioni così radicate da allontanarli.
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| Illustrazione di Emiliano Ponzi |
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| Burning (2018) di Lee Chang-dong basato sul racconto Granai incendiati contenuto nella raccolta L'elefante scomparso e altri racconti di Murakami. |
Non importa quanto siano vicine, familiari o intime, le persone agli occhi di Murakami sono come avvolte da un'aura di mistero, custodiscono una parte segreta che è possibile percepire in una certa misura ma che nella sua totalità resta sconosciuta.
Mi domando se sia realmente possibile capire perfettamente un'altra persona. Anche quando ci sforziamo di conoscere qualcuno mettendoci tutto il tempo e la buona volontà possibili, in che misura possiamo cogliere la sua vera natura? Sappiamo ciò che è veramente essenziale riguardo a quell'altro che siamo convinti di comprendere tanto bene?
L'uccello che girava le viti del mondo
Se avessi insistito, ho l’impressione che qualche spiegazione in più me l’avrebbe data. Ma c’era qualcosa – l’atmosfera di quel momento, o una qualche reticenza dentro di me – che me lo impedì.
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| Illustrazione di Emiliano Ponzi |




