Yates è un po' come quell'amico che senza giri di parole ti dice quelle verità scomode o spiacevoli che hai accuratamente accantonato nascondendole sotto il tappeto per tenerle lontano dagli occhi e dal cuore.
Le sue sono storie difficilmente digeribili perché dà fastidio che qualcuno riporti a galla quelle verità e ti costringa a farci i conti. Ti ricorda gli aspetti più miserabili dell'esistenza senza toni assolutori né consolatori ma solo con una spietata onestà.
Undici solitudini è la raccolta di undici storie, declinazioni individuali di una comune solitudine. Sono drammi personali vissuti da personaggi che condividono solo l'incapacità di comunicare, le aspirazioni frustrate e un'infelicità troppo spesso smaltita ai banconi dei locali. C'è un bambino isolato dai compagni di classe. Maestre che con tutta la buona volontà di dedicarsi ai giovani allievi sono incapaci di comprendere le loro aspettative e non sanno farsi amare. C'è un rigido sergente che per dedizione al proprio ruolo temendo di perdere il rispetto dei suoi soldati non sa né vuole abbattere il muro di diffidenza che lo priva della loro simpatia. Una coppia di sposini timorosa di perdere le proprie amicizie e l'identità individuale. Due coniugi sprofondati nel mutismo postmatrimoniale. Una giovane moglie che con il marito malato cronico da troppo tempo pur amandolo ancora non sa sacrificargli, per dovere di fedeltà, un'insopprimibile voglia di vita e allegria. Un uomo che ha intuito il suo imminente licenziamento e va ad affrontare con dignità l'ultimo giorno di lavoro fingendosi sereno e indifferente frantumando una scatola di fiammiferi nascosta nella tasca per scaricare, silenziosamente, la tensione. Un musicista che patisce il confronto con uno più bravo di lui. Uno scrittore costretto a compromessi umilianti per sopravvivere.
Anime in pena, vittime di esclusioni sociali o affettive, beffate da una vita che si rivela un'incessante corsa sul posto in un'incerta ricerca di uno spiraglio di luce e che sentendosi incomprese, si rendono, quasi per dispetto o per una patetica vendetta, incomprensibili.





