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giovedì 30 settembre 2021

Mr. Zuppa Campbell. Il pettirosso e la bambina - Fannie Flagg

 

Siamo a Chicago e la seconda tormenta di neve nella stagione ulula tra le case.

Oswald Campbell, un signore di mezz’età che deve il suo nome alla zuppa di pomodoro Campbell, arranca per strada verso il suo appuntamento. Esaurito tutto il suo repertorio di parolacce per ogni pozzanghera di acqua gelida presa, giunge alla consueta visita di controllo dove riceve una brutta notizia: i suoi polmoni non avrebbero resistito a un altro inverno a meno che non lo avesse affrontato in un posto dal clima mite. 

Così, brontolando tra sé e sé, fa le valigie e, senza nessuno da avvisare, lascia malvolentieri la città alla volta di Lost River, un piccolo paesino dell’estremo sud dell’Alabama dimenticato dal tempo. La vita dei suoi 107 abitanti si svolge tutta tra un negozio di alimentari che vende anche il resto e un ufficio postale sempre vuoto perché il postino consegna la posta da una barca e dopo aver finito, già che si trova, fa il pescatore.




In un posto così le voci corrono in fretta e ogni nuovo arrivato fa notizia. L’arrivo del signor Campbell mobilita l’intera comunità che si prepara ad accoglierlo al meglio.
Il calore di Lost River non riguarda solo il suo clima, ad essere calorosa è soprattutto la sua gente, forse a tratti un po’ matta ed eccentrica ma sempre pronta a dare una mano all’occorrenza mettendo in secondo piano l’orgoglio e gli antichi rancori. La piccola comunità di Lost River agisce all’unisono e, con la complicità del paesaggio mozzafiato, riesce pian piano a scaldare e conquistare il cuore del signor Campbell facendogli ritrovare quella fiamma che credeva di aver perduto per sempre. 


Fannie Flagg conosce la forza delle storie semplici e ne fa una bandiera. Questa è una storia che alleggerisce il cuore, invita a ritrovare la fiducia nel prossimo e ricorda quanto sia importante, e a volte difficile, prendersi cura della propria fiamma, alimentarla per non lasciare che si spenga.


P.S. in questo libro si cucina e si mangia quasi in ogni pagina e io avrei dovuto avere un po’ di pazienza invece di cercare subito le ricette su internet perché in appendice ci sono tutte. Dopotutto gli abitanti di Lost River non se le sarebbero mai tenute per sé.










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