“I
vecchi sogni erano bei sogni; non si sono avverati, ma sono contento di averli
coltivati”.
È un afoso pomeriggio di fine estate
a Madison County, una tranquilla cittadina rurale dell’Iowa, e Francesca
Johnson è seduta a bere tè freddo sulla sedia a dondolo della sua veranda. Il marito
e i ragazzi sono partiti verso l’Illinois per partecipare a una fiera locale e
lei, rimasta sola alla fattoria, ha qualche giorno tutto per sé.
Nel silenzio
della campagna, torna con la mente ai suoi sogni di ragazza, ricorda quando
abitava a Napoli e ripensa a tutto il percorso che l’aveva portata a
trasferirsi nel Midwest. L’America non aveva mantenuto le sue promesse, la vita
non si era rivelata come l’aveva immaginata e si domanda dove sia finita quella
giovane ragazza piena di sogni.

Immersa nei suoi malinconici
pensieri, osserva da lontano la polvere sollevata da un pickup che percorreva la
strada provinciale. Avanzava con lentezza come se il conducente fosse alla
ricerca di qualcosa. Inaspettatamente il veicolo imbocca il vialetto di casa
sua, così si incammina nell’erba per avvicinarsi. Dal vecchio furgone scende un
uomo e le chiede indicazioni. Il suo nome è Robert Kincaid, è un fotografo del National
Geographic giunto da Bellingham per un servizio sui ponti coperti di
Madison County. Francesca sulle prime prova a indicargli la direzione ma poi, sorprendendo
anche se stessa di un simile slancio, si propone di accompagnarlo. C’è qualcosa
in quell’uomo sconosciuto, qualcosa di magnetico nei suoi occhi, nella
naturalezza dei suoi movimenti e nella gentilezza inconsapevole dei suoi gesti che
risveglia in lei un entusiasmo assopito da tempo, un sentimento imprevisto che
la smuove nel profondo e che sembra ridarle linfa vitale. Lui dal canto suo,
fin dal primo scambio di battute, si sente incuriosito e anche intimidito da
quella donna tanto gentile e la scruta con lo sguardo attento e l’espressione
seria con cui probabilmente studiava un paesaggio prima di fare una fotografia.
Giunti al Roseman Bridge lei lo osserva alle prese con la macchina fotografica
con la stessa curiosità con cui si spia di nascosto un animale selvaggio nel
suo habitat.


In quella giornata particolare, nasce
tra loro una simpatia istantanea, un interesse sincero per i pensieri, le
origini, le esperienze dell’altro.

La
curiosità, l’entusiasmo per le cose, il comune desiderio di vivere con intensità
e trasporto le circostanze della vita, la facilità con cui riescono a comprendersi
e la voglia di raccontarsi e di ascoltarsi li avvicinano sempre di più. Lui le fa
domande impreviste che la portano a dar voce a quelli che dovevano essere
pensieri troppo a lungo trattenuti che finalmente trovano occasione per venire
fuori. Riesce a leggere il non detto delle sue risposte senza lasciarselo
scappare, la invita a mostrarsi con trasparenza, ad ascoltare l’istinto, ad
essere fedele a se stessa e accogliere i cambiamenti. Lei, affascinata dai discorsi di questo forestiero che, come certe canzoni di Battiato, le raccontano di un altrove, tra deserti asiatici, fiumi
lontani, città remote e antichi porti, riconosce in lui lo spirito del
viaggiatore che non mette radici e che fa del mondo la sua casa.
Tra
sguardi profondi, parole sussurrate e momenti di tacita complicità nasce un
legame autentico. Con la loro semplice vicinanza riescono a dare spazio e attenzione
alla parte più intima dell’altro, se ne prendono cura, celebrano ogni singolo
istante nella pienezza dei sentimenti consapevoli che il loro tempo finirà
non appena la realtà tornerà a bussare alla porta ma anche che i momenti
trascorsi insieme saranno un patrimonio di ricordi preziosi e immortali.
Di
questa storia ricorderò la calda intimità che avvolge i personaggi nella pace
della cucina mentre sono intenti a improvvisare una cena, i loro silenzi
condivisi, il senso di libertà che provano nel farsi conoscere così come sono,
il loro piacere nell’abbandonarsi alla spontaneità delle emozioni con
romanticismo e fantasia a partire dalle piccole cose quotidiane.

Questo libro è dedicato ai pellegrini, a coloro che non smettono di cercare una vita autentica.