La locanda è un luogo di passaggio, un rifugio temporaneo dove i viandanti possono sostare prima di rimettersi in cammino. È un posto che accoglie viaggiatori in cerca di ristoro, cibo caldo e compagnia e dove persone tra loro sconosciute si ritrovano a condividere tempo e spazio. Dagli incontri, dalle relazioni e dalle esperienze condivise nascono le storie. Dopotutto non sono le storie dei luoghi di ritrovo?
martedì 20 ottobre 2020
martedì 26 maggio 2020
Orientarsi con le stelle - Raymond Carver
“Per favore non facciamo gli eroi” s’intitola una delle sezioni della raccolta ma è una preghiera estesa anche a tutte le altre. I protagonisti sono uomini mediocri con una spiccata propensione per l’autosabotaggio che rinunciano in partenza a fare gli eroi. Bevono troppo, tanto per cominciare. Se c’è da scegliere prendono puntualmente la decisione sbagliata. Se sbagliano senza volerlo se la danno a gambe o cercano in modo maldestro di rimediare con scarsi risultati. Se incappano in una tentazione cedono senza pensarci due volte. Non ci sono vite esemplari ma solo esistenze pericolanti di persone comuni con i loro progetti falliti, le loro occasioni perse e speranze frustrate. Molti di loro sono senza alcun talento, privi di ogni altra ambizione che non sia quella di cercare di sopravvivere in qualche modo.
Vite minuscole raccontate rasoterra senza mai sfociare né nel cinismo né nel sentimentalismo. Quelle di Carver sono poesie che possono nascere tanto da un tramonto mozzafiato quanto da una pantofola vecchia, un posacenere usato o un telefono a gettoni che ha appena dato notizie di morte. Gli oggetti diventano relitti di presenze umane, racchiudono piccoli drammi e sprigionano storie.
Come racconta sua moglie, a Carver l’etichetta di “minimalista” non è mai andata giù. Ha sempre notato come l’immediatezza del suo stile fosse spesso confusa con una semplificazione, come se la poesia per sua stessa definizione non potesse essere alla portata di tutti e dovesse necessariamente richiedere uno sforzo intellettuale di qualche tipo. Il suo è un lavoro di sottrazione attraverso una scelta accurata di parole tanto più generose quanto più distillate, quotidiane, al massimo del loro potenziale espressivo nella loro forma più elementare. Così vanno dritte dritte al cuore delle cose, spogliate da qualsiasi astuzia linguistica intacchi la loro limpidezza. “Niente trucchi da quattro soldi”, diceva lui. E sempre senza trucchi scrisse il suo Ultimo frammento inciso anche sulla sua tomba e che compare non a caso nei titoli di testa di Birdman: un bilancio lungo un istante di ciò che per lui (e forse per tutti, dopotutto) ha contato davvero.
giovedì 20 febbraio 2020
Gourmet - Jiro Taniguchi - Masayuki Qusumi
Il protagonista è un uomo sempre ben vestito di cui non si sa molto se non che per lavoro è costretto a spostarsi continuamente in ogni parte del Giappone e che ha una vera predilezione per il cibo. Noi lettori seguiamo il suo vagabondaggio alla ricerca di posti dove mangiare. Tutto contribuisce all’esperienza del pasto, non solo il piatto in sé; infatti sceglie accuratamente i luoghi per le sue soste preziose ascoltando e assecondando l’istinto del momento. Si ferma in posti di ogni genere, trattorie casalinghe dalla cucina tradizionale e genuina, chioschetti ambulanti avvistati tra la folla, conbini per improvvisati spuntini notturni, ristoranti rustici e chiassosi, localini tranquilli in vicoli silenziosi o su isolette lontane dalla frenesia della città dove il tempo pare essersi fermato.
domenica 19 gennaio 2020
Non buttiamoci giù - Nick Hornby
È la notte di Capodanno e mentre tutti festeggiano, quattro sconosciuti con il morale sotto le suole si incontrano per caso sul tetto di un palazzo di Londra ribattezzato (per ovvi motivi) “La Casa dei Suicidi”, con il comune intento di farla finita. Accorgendosi di non essere gli unici seduti sul cornicione con i piedi penzoloni nel vuoto, costretti dall’impossibilità di ignorarsi a vicenda, iniziano una sorta di confessione collettiva. Si raccontano le loro storie personali e le circostanze che li hanno portati a voler compiere un gesto tanto estremo facendo a gara a chi sia il più miserabile e degno di essere compatito. Uno finisce perfino per inventarsi di sana pianta una malattia rara usando le iniziali dei Creedence Clearwater Revival, pensando che lo scioglimento della sua rock band e l’essere stato piantato dalla ragazza non fossero motivi all’altezza.
Dopo gli iniziali contrasti dovuti alla paura di non essere capiti, cominciano pian piano a vedere la vita e le loro disgrazie con occhi diversi dai propri. La strampalata combriccola decide così di rimandare il proposito alla notte dei cuori infranti, San Valentino, il secondo giorno più quotato dell’anno per tirare le cuoia. Dopo quell’incontro di solitudini che ha scombinato i loro piani, nasce tra i quattro una bizzarra e terapeutica amicizia, più simile ad un gruppo di supporto stile The Breakfast Club che rende l’idea del suicidio una prospettiva non del tutto immotivata ma sempre meno preferibile al tener duro e mandare avanti la baracca. È un romanzo corale che ha per protagonisti personaggi per lo più stereotipati ma funzionali perché, com’è tipico di Hornby, l’intento è quello di raccontare i sentimenti e le fragilità di una generazione frustrata che si ribella a una vita che non rispecchia le aspettative e i protagonisti, con la loro precarietà emotiva, ne diventano i portavoce.
lunedì 9 dicembre 2019
Undici solitudini - Richard Yates

domenica 1 settembre 2019
L'uomo che cammina - Jiro Taniguchi
C’è un uomo che cammina.
Il suo sguardo non ha fretta.
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Thatcher Wine è il fondatore della Juniper Books, una società specializzata in interior design, in particolare in librerie personalizzate e ...


















