Dopotutto la scrittura di Wallace trabocca di umanità (è capace di raccontarla anche a partire da un paio di Converse arrivando a toccare i massimi sistemi). Gli esseri umani sono raccontati in tutta la loro - la nostra - natura controversa, buffa, assurda, patetica e schifosa, in tutti quegli aspetti che la nostra tendenza autoassolutoria preferisce censurare, per vigliaccheria, certo, ma anche per istinto di conservazione.
La locanda è un luogo di passaggio, un rifugio temporaneo dove i viandanti possono sostare prima di rimettersi in cammino. È un posto che accoglie viaggiatori in cerca di ristoro, cibo caldo e compagnia e dove persone tra loro sconosciute si ritrovano a condividere tempo e spazio. Dagli incontri, dalle relazioni e dalle esperienze condivise nascono le storie. Dopotutto non sono le storie dei luoghi di ritrovo?
sabato 18 febbraio 2023
Una cosa divertente che non farò mai più - David Foster Wallace
Dopotutto la scrittura di Wallace trabocca di umanità (è capace di raccontarla anche a partire da un paio di Converse arrivando a toccare i massimi sistemi). Gli esseri umani sono raccontati in tutta la loro - la nostra - natura controversa, buffa, assurda, patetica e schifosa, in tutti quegli aspetti che la nostra tendenza autoassolutoria preferisce censurare, per vigliaccheria, certo, ma anche per istinto di conservazione.
giovedì 1 settembre 2022
Abbandonare un gatto - Murakami Haruki
Chissà
perché scelgo un momento come questo
per ricordarmi di quella volta che mia zia mi prese da parte
e mi disse: Quello che sto per dirti adesso
te lo ricorderai ogni giorno finché campi?
Ma
l’unica cosa che ricordo è questa.
RAYMOND CARVER
A caccia (Blu oltremare)
La memoria è strana. Nonostante i tanti momenti significativi delle nostre vite, sono quelli più banali a volte a tornarci in mente. Forse più che tornare sono sempre stati lì, ai margini, e all'improvviso - per motivi che non è sempre chiaro precisare - vengono risvegliati. A volte basta poco per sollecitarli. Per Proust una madeleine intinta nel tè o un piede poggiato su un pavimento irregolare avevano il potere di rievocare attimi di vita che credeva di aver perso per sempre. Grazie a stimoli sensoriali e miracolose analogie della memoria, passato e presente finiscono per coincidere. Frammenti di vita trascorsa riaffiorano nel qui e ora restituendoci, per brevi preziosissimi istanti di eternità, il tempo perduto.
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«Che hai fatto in tutti questi anni, Noodles?» «Sono andato a letto presto.» C'era una volta in America - Sergio Leone |
Abbandonare un gatto comincia con un ricordo marginale. In un pomeriggio d'estate della sua infanzia Murakami e suo padre andarono ad abbandonare un gatto sulla spiaggia. L'episodio è rievocato in una manciata di pagine. È il titolo della storia senza esserne il fulcro, al massimo una miccia. Quel momento di poco conto apparentemente insignificante rimasto per anni in qualche zona d'ombra della memoria riaffiora e diventa l'occasione per parlare di suo padre, un uomo comune e al contempo eccezionale che studiava per diventare prete, scriveva haiku e si è ritrovato soldato per un errore burocratico. Una storia che si era tenuto dentro per molto tempo, come una spina rimasta in gola, in cui la vita microscopica di un uomo qualunque incrocia la Grande Storia.
Sulla fascetta (quello spazio del libro in cui tutto può succedere, come potete vedere su Fascetta Nera), è scritto a caratteri cubitali che si tratta di un “Murakami inedito". Per certi versi è così, chi ha letto altri libri dell'autore conosce la sua riservatezza, la sua reticenza nel parlare di sé (perlomeno apertamente), la sua voglia pari a zero di essere un personaggio pubblico.
Inevitabilmente sorprende, quindi, che abbia voluto condividere con i lettori qualcosa di così intimo e privato come la vita di suo padre, il rapporto che aveva con lui, il timore reverenziale che ha portato i non-detti tra di loro ad accumularsi fino a diventare incomprensioni così radicate da allontanarli.
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| Illustrazione di Emiliano Ponzi |
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| Burning (2018) di Lee Chang-dong basato sul racconto Granai incendiati contenuto nella raccolta L'elefante scomparso e altri racconti di Murakami. |
Non importa quanto siano vicine, familiari o intime, le persone agli occhi di Murakami sono come avvolte da un'aura di mistero, custodiscono una parte segreta che è possibile percepire in una certa misura ma che nella sua totalità resta sconosciuta.
Mi domando se sia realmente possibile capire perfettamente un'altra persona. Anche quando ci sforziamo di conoscere qualcuno mettendoci tutto il tempo e la buona volontà possibili, in che misura possiamo cogliere la sua vera natura? Sappiamo ciò che è veramente essenziale riguardo a quell'altro che siamo convinti di comprendere tanto bene?
L'uccello che girava le viti del mondo
Se avessi insistito, ho l’impressione che qualche spiegazione in più me l’avrebbe data. Ma c’era qualcosa – l’atmosfera di quel momento, o una qualche reticenza dentro di me – che me lo impedì.
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| Illustrazione di Emiliano Ponzi |
sabato 30 luglio 2022
L'ultimo spettacolo - Larry McMurtry
Thalia è una cittadina fantasma ai confini del deserto talmente piccola che “non puoi starnutire senza che qualcuno ti offra un fazzoletto". C'è una sola strada ed è ricoperta dalla sabbia portata da un vento freddo e incessante ribattezzato dai locali “Malinconia del nord, perché era davvero dura non intristirsi quando soffiava". Mucchi di cespugli rinsecchiti attraversano di tanto in tanto la carreggiata spinti dalle raffiche. L'unico movimento percepibile è quello delle luci lampeggianti del semaforo predisposto a regolare un traffico inesistente. Ma basta fissarle per qualche minuto per rendersi conto che quella ripetitiva alternanza di colori, in fondo, non è che un movimento apparente.
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Il cinema, un tempo luogo di ritrovo di vecchie e nuove generazioni, proietta il suo ultimo spettacolo prima di abbassare per sempre la saracinesca mentre fuori soffia il vento che trascina via i detriti.
domenica 17 luglio 2022
La leggenda del re pescatore - Terry Gilliam
La leggenda del re pescatore è un film del 1991 diretto da
Terry Gilliam e scritto da Richard LaGravenese.
È la storia di Jack Lucas (Jeff Bridges), un conduttore radiofonico di successo che un giorno, sull’onda del suo sarcasmo spietato, spinge un ascoltatore che prende alla lettera le sue parole a commettere una strage in un ristorante di Manhattan. Venuto a sapere della tragedia, Jack precipita, giorno dopo giorno, in uno stato di depressione. Il suo senso di onnipotenza (all’inizio lo vediamo ballare The Power degli Snap! nel suo lussuoso appartamento) cede il posto alla convinzione di non valere più nulla per essere stato indirettamente responsabile della morte di persone innocenti.
La sua carriera è finita e, persa tutta la fiducia in se
stesso, non riesce neppure a ricambiare i sentimenti della donna che gli sta
accanto. Una notte, ossessionato dal senso di colpa e stordito dall’alcol,
prova a farla finita ma quando sta per gettarsi nel fiume viene aggredito da
due ragazzi che lo scambiano per un barbone. Proprio mentre stanno per dargli
fuoco entra in scena Parry (Robin Williams), uno strambo senzatetto convinto di
essere un cavaliere errante alla ricerca del Santo Graal che insieme alla sua
banda di vagabondi porta Jack in salvo.
Anche Parry, come Jack, cerca di sfuggire al dolore, è
tormentato dalle visioni di un terrificante Cavaliere Rosso che lo insegue ogni
volta che ricorda la sua vita precedente.
il potere dell'immaginazione nella vita dell'uomo*.
Il personaggio di Parry è un uomo
segnato dal trauma della perdita. La sua mente per sfuggire alla sofferenza e
al caos si rifugia in un mondo immaginario in cui c’è ancora spazio per grandi
gesti, valori e sentimenti autentici, un luogo in cui è ancora possibile
cercare un senso. Si tratta di una fuga dunque, un modo per esorcizzare e
alleviare un dolore insopportabile altrimenti. Le sue visioni diventano la sua
armatura per proteggersi dalla violenza e dalla brutalità di una realtà
deludente, cupa e spietata.
La fantasia però non è solo un
meccanismo di difesa o uno spazio sicuro in cui scappare quando la realtà così
com’è è troppo dura da affrontare. Il bello di questo film è che non si limita
a dare una sola versione dei fatti, ne mostra tutte le umane contraddizioni.
L’immaginazione è un’arma a doppio taglio, miete le sue vittime quando taglia
del tutto i ponti con l’esterno. Quando
pretende di sostituire la vita può diventare follia, illusione, una trappola
che imprigiona e isola l’individuo e che rende poi ancora più frustrante lo
scontro con la realtà. Questa deriva è mostrata in tutti i suoi drammatici
risvolti.
domenica 19 giugno 2022
Gravity Falls - Alex Hirsch
Gravity Falls (2012) è una serie animata della Disney scritta
da Alex Hirsch e composta da 2 stagioni e 40 episodi totali.
I gemelli Mabel e Dipper vengono mandati per le vacanze estive a Gravity Falls, una piccola cittadina dell’Oregon, a casa del prozio Stan.
Il burbero prozio mette subito all’opera i nipoti, costringendoli a dargli una mano al negozio per mandare avanti la baracca. Ma proprio quando i due fratelli stanno per rassegnarsi a un’estate all’insegna della noia, Dipper trova nel bosco un libro scritto da un autore sconosciuto pieno di annotazioni su strane presenze e altri misteri che avvolgono la cittadina.
Ben presto i gemelli si renderanno conto che nulla è come sembra e che dietro la placida vita di provincia, si nasconde un luogo tutt’altro che normale. Nonostante l’apparenza tranquilla e ordinaria, Gravity Falls è l’epicentro di fenomeni bizzarri, una calamita per eventi inspiegabili che si intrecceranno sempre di più formando una fitta rete di misteri. Episodio dopo episodio, Dipper e Mabel indagheranno sui segreti della cittadina e dei luoghi in cui si svolge la vita dei suoi strambi abitanti.
Riassunta
così la trama, potrebbe sembrare una serie come tante altre. Una sorta di Scooby
Doo in cui i protagonisti si trovano coinvolti di volta in volta in
situazioni enigmatiche che alla fine di ogni puntata trovano la loro risoluzione. E, in un certo senso, c'è anche questo nello show. Ma c'è qualcosa di profondamente diverso in Gravity Falls. Per quanto ogni puntata sia autoconclusiva e costituisca un'avventura a sé stante, piano piano, oltre alla trama verticale di ogni episodio, si costruisce una trama orizzontale complessa e difficile da decifrare. Ogni episodio nasconde degli indizi - anche dove non ce li si aspetta - ed è un piccolo tassello di un puzzle che sarà completo solo alla fine delle due stagioni.
Se le puntate di Scooby Doo si concludono letteralmente con lo smascheramento del colpevole in cui l'identità del malintenzionato di turno viene rivelata e il mistero trova sempre una spiegazione razionale, alla fine degli episodi di Gravity Falls le risposte sono soltanto parziali. Resta il punto interrogativo (non a caso onnipresente nella serie), la sensazione di una minaccia latente, qualcosa di indefinito e di irrisolto. Dopotutto il mistero fa quello che gli riesce meglio, aleggia restando inafferrabile.
giovedì 9 giugno 2022
Le otto montagne - Paolo Cognetti
Sulle
cime delle montagne a volte si trovano dei taccuini consumati dalla pioggia e
dal sole chiamati “quaderni di vetta" su cui i viaggiatori lasciano traccia del
loro passaggio: messaggi per chi ancora non è arrivato, nomi, date, sentieri
percorsi, tempo impiegato, disegni e preghiere personali che formano una sorta di diario collettivo. Le otto montagne racconta delle tracce che
ci lasciamo dietro e dell’eredità umana che affidiamo alle persone che abbiamo conosciuto.
È la storia di un’amicizia che
nasce nell'estate del 1984 tra Pietro, un ragazzo di città che va a trascorrere le vacanze
in un piccolo villaggio alpino ai piedi del Monte Rosa insieme ai suoi genitori, e Bruno suo coetaneo che invece in montagna ci abita da sempre e non conosce
realtà all’infuori di quella. Per Pietro, cresciuto con i libri di Stevenson e
London, la montagna è il luogo dell’avventura e della scoperta. Mentre trascorre le giornate con il
suo amico montanaro rivede in lui uno spirito simile a quello dei personaggi
conosciuti tra le pagine dei suoi libri preferiti, un’integrità e una purezza
che non aveva mai incontrato altrove. Per Bruno, invece, la montagna è lo
scenario di una vita scandita dal duro lavoro del pascolo e dai ritmi dettati
dalla natura, è il mondo a cui appartiene e che in qualche modo custodisce svelandone a Pietro il linguaggio segreto.
Pietro va e viene, Bruno invece è quello che resta. Sono due modi molto diversi
di vivere un luogo che però li accomuna, li unisce. La loro amicizia nasce e
si consolida nel corso delle estati della loro infanzia quando Pietro inizia a
camminare per i boschi con suo padre (“la cosa più simile a un’educazione che
abbia ricevuto da lui”), un uomo ombroso sempre un po’ a corto di parole.
Tra
esplorazioni di baite abbandonate, vecchi ruderi, torrenti e sentieri impervi, coltivano un sentimento che travalicherà i decenni attraversando le stagioni
diverse della loro vita.

Pietro va e viene, Bruno invece è quello che resta. Sono due modi molto diversi di vivere un luogo che però li accomuna, li unisce. La loro amicizia nasce e si consolida nel corso delle estati della loro infanzia quando Pietro inizia a camminare per i boschi con suo padre (“la cosa più simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui”), un uomo ombroso sempre un po’ a corto di parole.
Tra esplorazioni di baite abbandonate, vecchi ruderi, torrenti e sentieri impervi, coltivano un sentimento che travalicherà i decenni attraversando le stagioni diverse della loro vita.

Mattone dopo mattone, costruiscono un legame senza tempo fatto di partenze, ritorni, confidenze sussurrate e lunghe assenze.
Potrebbe sembrare un romanzo
sulla nostalgia dell’infanzia perduta e non manca di certo quel genere di toni:
per Pietro adulto la montagna diventerà un posto a cui fare ritorno per fare
visita a ciò che si è stati e per ritrovare le proprie radici. Ma rifugiarsi nei ricordi è solo una tappa del percorso del protagonista. Crescendo (non senza fatica) la vita gli darà modo di fare i conti con quel passato, decifrarlo e farci pace per andare avanti e proseguire il lungo viaggio alla
ricerca di sé, con una parte di sentiero percorso alle spalle e una parte ancora
tutta da scoprire davanti agli occhi.
E con accanto, sempre, un amico.

A dicembre 2022 uscirà il film interpretato da Alessandro Borghi e Luca Marinelli

Quando ho cominciato a leggere questo libro ho provato uno strano senso di familiarità che paradossalmente più che aiutarmi a entrare nella storia mi ha portata a restare sulla soglia per un po'. La familiarità di cui parlo non aveva nulla a che fare con i luoghi o i personaggi raccontati. Non direttamente, almeno. Era una sensazione simile a quando arrivi in un posto per la prima volta ma ti sembra di esserci già stato, anche se sai che non è così. Come se ogni pagina mi ricordasse, tra le righe, tu sei già stata qui. Avete presente quando avete qualcosa sulla punta della lingua e la vostra mente è troppo concentrata a recuperare quell'informazione per proseguire il discorso? Ecco, ero troppo presa dal domandarmi da dove provenisse quella sensazione per riuscire a godermi davvero la storia. Nel frattempo proseguivo, ma più come osservatrice esterna, sperando di racimolare qualche indizio in più per capire l'origine di quell'affinità immediata. Era un po' come provare a razionalizzare un colpo di fulmine. Arrivata a un certo punto ho quasi smesso di pensarci ed è stato lì che mi sono resa conto che la scrittura di Cognetti era talmente limpida e trasparente da riuscire a vedere attraverso le pagine del suo libro le pagine di altri libri. Nella sua scrittura risuonano le sue letture, le parole care ai suoi scrittori preferiti, le storie a cui è affezionato, storie a cui anche io sono legata, per questo mi sembrava di esserci già stata.
Cognetti riesce a mio parere a inserirsi con umiltà e coraggio in un sentiero già percorso da altri autori imprimendo la sua personalissima impronta. Delle sue ispirazioni non fa mai mistero e, anzi, non perde occasione per parlarne e condividerle. D'altronde le storie - di qualsiasi natura esse siano - generano storie.
Seguire le orme degli scrittori che lo hanno ispirato (nelle scelte di vita oltre che nella scrittura) è stato anche motivo di un viaggio dalle Alpi all'Alaska, attraverso i luoghi di Hemingway, Carver, London, Thoreau, Melville e le terre selvagge di Chris McCandless.
mercoledì 25 maggio 2022
Creepshow - Stephen King, Wrightson
Creepshow è una raccolta di cinque racconti macabri e
grotteschi tratti dall’omonimo film a episodi del 1982, diretto da George A.
Romero e scritto da Stephen King, ispirato allo stile e al linguaggio narrativo degli E.C. Comics degli anni Cinquanta. I protagonisti sono personaggi dalla dubbia
morale che si ritrovano faccia a faccia con le mostruose conseguenze delle loro
malefatte.
Sono storie di vendette, rancori,
gelosie e avidità in cui la parte più oscura dell’essere umano assume forme
raccapriccianti. Ma - in perfetto stile King - non sono tanto i
mostri, gli scheletri o le altre orribili creature rappresentate a
terrorizzare il lettore, ciò che lo inquieta nel profondo è la sensazione di
riuscire suo malgrado a immedesimarsi con terribile facilità in quei vizi e
quelle debolezze tutte umane che portano i personaggi alla rovina.
L'essere orripilante da cui ciascun protagonista è tormentato altro non è che l’incarnazione mostruosa della sua paura più recondita, la sua fantasia più crudele, il motivo che lo tiene sveglio la notte o il pensiero ossessivo degli errori commessi in passato che gli impedisce di vivere il presente.
1) Father’s
Day (La festa del papà) racconta la storia dei Grantham, una famiglia di cinici
ereditieri che si riuniscono nel salotto della loro sfarzosa villa di campagna
per ricordare la dipartita dell'autoritario capofamiglia, morto in circostanze sospette. Ma
le colpe del passato e i segreti di famiglia che credevano di aver sepolto per
sempre si fanno vivi, di nuovo.
2) The Lonesome Death of Jordy Verrill (La morte solitaria di Jordy Verrill) è una storia che prende ispirazione dal racconto Il colore venuto dallo spazio di H.P. Lovecraft e dalla canzone The Lonesome Death of Hattie Carroll di Bob Dylan.
In una notte d'estate, un contadino vede precipitare nei campi della sua fattoria un meteorite. Sconvolto e incuriosito dall'inaspettato episodio, si avvicina alla meteora fantasticando sulla possibilità di rivenderla all'università locale per ricavarne qualcosa ma il contatto con il misterioso oggetto caduto dal cielo scatena in lui un'infezione irreversibile.
3) The Crate (La cassa): il custode di un college ritrova nel sottoscala della facoltà di scienze una cassa di legno proveniente dalle regioni artiche che sembra risalire al XIX secolo. Sorpreso dalla fortuita scoperta, chiama il professor Stanley per tirare fuori la cassa e analizzarla in laboratorio. Pur essendo convinti di trovarvi solo vecchie riviste e cianfrusaglie, i due uomini non resistono alla tentazione di aprirla ma la cosa rinchiusa al suo interno va oltre ogni loro immaginazione o spiegazione scientifica. Il professor Stanley non crede ai suoi occhi e sconvolto dagli avvenimenti successivi chiede aiuto al suo migliore amico Henry per sbarazzarsi della cassa. Ma anche Henry ha i suoi mostri da combattere e decide di approfittare dell'assurda situazione per vendicarsi delle continue umiliazioni della moglie Wilma che non fa altro che deriderlo e sminuirlo castrando ogni sua iniziativa.
4) Something to Tide You Over (Di mare in peggio) racconta di un marito tradito che per punire la moglie infedele e il suo amante organizza una sadica vendetta: sotterra i due amanti in spiaggia in riva al mare a chilometri di distanza l'uno dall'altra, lasciando fuori dalla sabbia solo la loro testa come David Bowie in Furyo.

Montati due monitor e una videocamera, li costringe a guardarsi annegare lentamente, onda dopo onda, al sopraggiungere dell'alta marea, mentre lui si gode l'atroce spettacolo dal salotto di casa.
Quello che però l'uomo dimentica è che il mare, prima o poi, restituisce tutto.
5) They're Creeping Up on You (Ti infestano) segna la discesa definitiva nei meandri più oscuri della mente umana. Il protagonista è il signor Pratt, un uomo d'affari senza scrupoli e maniaco dell'igiene che vive in un appartamento immacolato all'ultimo piano di un grattacielo in cui amministra il suo impero economico. La condotta spietata nei confronti degli avversari e l'impietoso trattamento riservato ai suoi sottoposti lo costringono a una vita da eremita, al riparo dall'odio del prossimo, in un attico controllato con serrature elettriche e telecamere di sorveglianza.
Una sera, mentre il signor Pratt armato di insetticida e guanti in lattice è alle prese con gli scarafaggi che infestano il suo appartamento, un blackout colpisce la città. L'uomo si ritrova solo, al buio, impotente, circondato dagli insetti che si moltiplicano a dismisura.
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