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venerdì 20 novembre 2020

Gli equinozi - Cyril Pedrosa


Durante gli equinozi naturali il giorno è lungo quanto la notte, come se il mondo trovasse un equilibrio perfetto tra luce e tenebre. Gli equinozi dell'esistenza sono quei momenti-soglia, di transizione, in cui ci si trova sospesi nel perfetto equilibrio creato da qualcosa che finisce e qualcosa che inizia. Un equilibrio dinamico, quindi, che non ha niente a che fare con la staticità ma che, al contrario, ha origine proprio dal movimento, dal progressivo e armonico passaggio da una fase a un'altra, come per i cicli naturali.
Si tratta di una storia corale divisa in quattro atti, ciascuno dei quali, come in La La Land, è dedicato a una stagione.
Una delle protagoniste è una giovane donna che vaga tra le strade della sua città fotografando i volti degli sconosciuti in cui casualmente si imbatte o a cui si avvicina di proposito attratta dallo smarrimento dei loro occhi. 
Attraverso i suoi scatti rubati, osservando i dettagli dei volti, prova a percepire qualche stralcio della loro vita, cercando nel frattempo di dare un senso alla propria. Non pretende di svelare con la sua immaginazione i misteri imperscrutabili che si nascondono nei mondi interiori degli individui che fotografa ma immortalare i loro sguardi e immaginarne la storia trasformandoli in parole, racconti o sensazioni è il suo personale esercizio di empatia, una sorta di affinamento e potenziamento dello sguardo con cui osserva il mondo e si relaziona al prossimo.
Quelle storie se le immagina in bianco e nero come se dopo ogni scatto si sentisse trascinata in un luogo troppo profondo per riuscire a percepire la luce. Per il resto, a ciascuna delle quattro stagioni è resa giustizia attraverso i colori e le sfumature che più la rappresentano.
 




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