“Cos’è per lei la preghiera?”, chiesero una volta a Rigoni Stern. “Stare in un bosco da solo”, rispose senza pensarci due volte.
In questa raccolta di racconti si respira aria pulita di montagna, profumo di resina e polenta. Accadono cose fuori dalla visuale del lettore che però può, con la sua immaginazione, riuscire a percepirle. L'immaginazione non è abbandonata a se stessa: è una scrittura sensoriale che incoraggia a leggere con i sensi vigili e disponibili, a tenersi pronti con gli occhi ben aperti, le orecchie tese e le narici dilatate a cogliere le sensazioni di quello che, da qualche parte, sta avvenendo. Come i bambini svegli nei loro letti che ascoltano i rumori della casa seguendo con la fantasia i movimenti di chi è già in piedi. Sono racconti capaci di far sentire il freddo gelido dei boschi innevati e il calore confortevole delle case dai camini fumanti con le finestre appannate dai vapori delle cucine.
I protagonisti sono uomini che vanno per i boschi, reduci eternamente marchiati da una guerra che non risparmia nessuno, torturati dal pensiero dei nemici che hanno ucciso e dal rimpianto per gli amici che non hanno salvato. Per anni hanno sognato solo di sentire ancora una volta l’odore familiare della propria casa e, quando finalmente ritornano, si guardano attorno osservando i luoghi di sempre come se li stessero vedendo per la prima volta. Quando sono in compagnia perlopiù fanno delle cose insieme ma senza parlarsi, seguendo ognuno il filo dei propri pensieri. Molti di loro aspettano l’alba impazienti di andare a caccia. A volte tornano a mani vuote ma ristorati nel cuore perché la giornata in solitudine nei boschi è stata un’occasione per sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Il cacciatore e gli animali selvatici condividono una disposizione simile, si mettono in ascolto reciproco. Entrambi si muovono guardinghi, attenti a cogliere ogni minima traccia o segnale della presenza dell’altro. Un singolo rumore, un ramo che scricchiola o un passo, anche se attutito dalla neve, può essere fatale. E poi ci sono uomini che restano in casa e, tra una boccata di pipa e un'altra, fissano il bosco fuori dalla finestra in attesa di un ritorno.

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