Dicesi
“effetto-Lansdale” quella voglia incontrollabile che ti spinge a continuare a
leggere fino a notte fonda pur sapendo che la mattina dopo te ne pentirai unita
alla ferma convinzione che in fondo non è vero, non te ne pentirai affatto,
perché ne sarà valsa la pena. Tale voglia scatta solitamente all’improvviso.
Non sai quando arriverà ma sai che lo farà. Si volta una certa pagina, chiamiamola "pagina x", e in un attimo ci si rende conto che non sarà più possibile smettere di leggere.
Texas. Anni Trenta. Un paese prostrato dalla Grande Depressione. La
schiavitù è stata abolita da tempo ma il KKK continua a dettare legge e le ingiustizie
e i soprusi restano all’ordine del giorno. Nella piccola cittadina di Marvel Creek nessuno ha ancora mai sentito parlare
di serial killer. Il giovane Harry girovagando per il bosco in una sera
d’estate si imbatte nel cadavere martoriato di una donna nera a cui seguiranno
altri omicidi di donne con le stesse, rituali, modalità. Il ragazzo, stentando
a credere che un essere umano possa essere capace di una simile atrocità, riconduce
l’orribile gesto all’Uomo Capra, un essere diabolico che si diceva si
nascondesse nei boschi.

Nel frattempo un uomo innocente viene giustiziato, vittima di chi era
soltanto alla ricerca di un capro espiatorio. Solo Harry e la sua famiglia
credono nella sua innocenza, così dopo la sua esecuzione continuano a indagare
sperimentando la difficoltà di fare scelte morali e di resistere alle facili
conclusioni e alle convinzioni della maggioranza. La caccia al killer continua
tra depistaggi e buchi nell’acqua. Tanti sospetti, pochissimi indizi. La storia
però non insegue la scoperta del colpevole. L’identità dell’assassino balza
presto alla mente dei lettori più intuitivi perché il thriller è solo un mezzo, non il fine. Trovare il colpevole non può risolvere le cose. Il Male ha
tante incarnazioni, resta sempre in agguato, a piede libero, pronto a colpire
ancora, radicato nei pregiudizi, nel fanatismo e nell’intolleranza. Presto Harry, grazie anche alle
conversazioni origliate per sapere cosa si dicono i grandi quando i bambini non
li ascoltano, scoprirà che i mostri non sono creature sovrannaturali che si
nascondono nell’oscurità ma agiscono indisturbati, alla luce del sole, e non
sempre hanno un aspetto cattivo. Nel giro di un’estate si ritroverà catapultato
nel mondo degli adulti, varcando quella sottile linea scura che lo separa dalla
conoscenza della natura subdola e spaventosamente banale del Male.

Particolarmente consigliato a chi ha apprezzato i temi de’ Il
buio oltre la siepe e i toni nostalgici e il sapore d’estate di Stand by me.