Basta una pagina In questo caso la protagonista, per accorgerti che stai leggendo un libro di Hornby. I suoi personaggi se non sono nei guai, se li vanno a cercare perché essere felici e basta è fuori dalla loro portata. Ce la mettono tutta a non farsi capire. Potrebbero dire alla persona di cui sono innamorati che la amano ma, no, meglio regalarle una playlist di canzoni che solo loro interpretano come canzoni d’amore, convinti che funzionerà. Quando si decidono a dichiarare i loro sentimenti, fanno discorsi cervellotici senza né capo né coda. Mentre li provavano davanti allo specchio magari avevano senso o almeno andavano da A a Z ma poi, davanti al diretto interessato, saltano il punto A, sfiorano male il punto B, insistono fino all’esaurimento sul punto meno importante, poi mescolano i successivi e sono talmente maldestri che a Z nemmeno ci arrivano. Lucy, ha un matrimonio fallito alle spalle e un’amica a dir poco elettrizzata dal suo divorzio, così può divertirsi a elencarle ogni giorno i vantaggi dell’essere single. Per Lucy, invece, la sua solitudine autoimposta è tutt’altro che invidiabile. Dopo vari appuntamenti al buio senza successo, si accorge di essere attratta da un uomo che più diverso da lei non potrebbe essere. Cerca di farglielo capire scrivendogli messaggi con una punteggiatura impeccabile, segno inequivocabile di interesse, a suo dire. Iniziano una storia che però, come una pianta d’appartamento, può sopravvivere solo dentro casa. Varcata quella soglia, si imbattono costantemente nelle opinioni non richieste di chi pretende di sapere cosa sia meglio per loro. Lucy, come l’Inghilterra della Brexit, è indecisa tra il restare o mollare tutto e si domanda quanto conti essere affini o diversi in una coppia perché possa funzionare.
Hornby dà voce a quelle scomode fragilità che ci accomunano e su cui le commedie romantiche preferiscono glissare. Si arriva alla fine senza sapere bene cosa augurare ai personaggi e anche quando poi prendono una decisione finale non lo fanno con l’aria di chi è certo di aver fatto la scelta giusta ma con la speranza che le risposte che cercano prima o poi arrivino provando, nel frattempo, a non passarsela troppo male.



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