La locanda è un luogo di passaggio, un rifugio temporaneo dove i viandanti possono sostare prima di rimettersi in cammino. È un posto che accoglie viaggiatori in cerca di ristoro, cibo caldo e compagnia e dove persone tra loro sconosciute si ritrovano a condividere tempo e spazio. Dagli incontri, dalle relazioni e dalle esperienze condivise nascono le storie. Dopotutto non sono le storie dei luoghi di ritrovo?
mercoledì 25 agosto 2021
venerdì 28 maggio 2021
La banda dell'altro mondo - Neal Barrett Jr.
Il protagonista è Doug, un uomo
che un bel giorno si rende conto che la sua vita non fa più per lui. Deluso
dopo l’ennesimo matrimonio fallito e stanco di essere sommerso da scartoffie e
responsabilità a causa di un lavoro portato avanti per inerzia, decide di
mollare tutto e dare una sterzata alla sua vita. Così monta su un’auto rubata e
comincia un lungo viaggio attraverso l’America, quella delle strade senza fine,
dei fast food e dei motel che si reggono in piedi per miracolo, in fuga da una
quotidianità a cui non vuole rassegnarsi e da una routine asfissiante che non
lascia spazio alle novità.
Chi ha già familiarità con i
viaggi americani on the road sa già che c’è sempre un confine da attraversare,
geografico e simbolico, ma in questo romanzo che ribalta qualunque aspettativa
ci si fosse fatti all’inizio questa storia del confine diventa letteralmente
una faccenda di vita o di morte.
Dopo
un primo vagabondaggio alla ricerca sfrenata di esperienze strampalate e
incontri estemporanei che non hanno significato se non nel loro accumularsi,
Doug si dirige verso quella che una volta era casa sua.
Così il viaggio nello spazio
diventa anche un viaggio nel tempo alla ricerca di risposte che Doug sente
appartenere al passato, alla terra dove affondano le sue radici, alla persona
che era prima che la sua vita prendesse una piega sbagliata fino ad arrivare a
non somigliargli più.
martedì 16 marzo 2021
Nonostante tutto - Jordi Lafebre
In una cittadina ignota piena di gabbiani, un uomo e una donna con i segni del tempo sulla pelle si ritrovano una sera a passeggiare su un ponte sotto la pioggia. A giudicare da come si guardano, con gli occhi pieni di luce e di emozione, c’è qualcosa di speciale tra loro.
Questa storia è come la pellicola di un film che si riavvolge, tutto comincia dalla fine: un incontro, un ricongiungimento fin da subito anticipato al lettore ma che invece i protagonisti hanno atteso per 37 lunghi anni. La narrazione procede a ritroso, pagina dopo pagina i loro volti ringiovaniscono, si scoprono le esperienze che hanno vissuto singolarmente prima di ritrovarsi e le loro indoli così diverse ma non abbastanza da farli perdere di vista. Zeno è un libraio giramondo che vola più che camminare. È un uomo sfuggente che non sa mettere radici né intende farlo. Appena può si imbarca e quando torna dai suoi viaggi in mare non è mai per restare.
Ana, al contrario, è legata alla terra ferma, conduce una vita molto più ordinaria e organizzata, con una routine scandita da una rigida tabella di marcia. Entrambi però sono a loro modo appassionati alla vita, accomunati da uno spirito gioioso, un’energia vitale che trova sempre il suo modo di esprimersi.
Più che di una storia d’amore si tratta di una storia romantica a tutti gli effetti, su un desiderio che impiega una vita per realizzarsi e un sentimento messo spesso a dura prova ma che, nonostante tutto, il tempo non riesce a sbiadire. La narrazione non rincorre il concretizzarsi del loro rapporto, il vissero felici e contenti viene annunciato al lettore già a pagina 1, ma mostra il lento e travagliato percorso che negli anni li unisce dando vita a un legame quasi invisibile ma sempre palpabile basato su una comprensione reciproca e un rispetto tali da essere disposti spesso a lasciarsi andare pur di non permettere all’altro di sacrificare o ridimensionare i propri sogni e i propri progetti.
La narrazione non rincorre il concretizzarsi del loro rapporto, il vissero felici e contenti viene annunciato al lettore già a pagina 1, ma mostra il lento e travagliato percorso che negli anni li unisce dando vita a un legame quasi invisibile ma sempre palpabile basato su una comprensione reciproca e un rispetto tali da essere disposti spesso a lasciarsi andare pur di non permettere all’altro di sacrificare o ridimensionare i propri sogni e i propri progetti.
giovedì 21 gennaio 2021
Infinite Jest - David Foster Wallace
![]() |
foto tattica che nasconde il minaccioso ma non immotivato spessore delle sue milleduecentottanta pagine (scritto a lettere rende meglio l'idea) |
giovedì 17 dicembre 2020
Proprio come te - Nick Hornby
venerdì 4 dicembre 2020
Il bosco degli urogalli - Mario Rigoni Stern
“Cos’è per lei la preghiera?”, chiesero una volta a Rigoni Stern. “Stare in un bosco da solo”, rispose senza pensarci due volte.
In questa raccolta di racconti si respira aria pulita di montagna, profumo di resina e polenta. Accadono cose fuori dalla visuale del lettore che però può, con la sua immaginazione, riuscire a percepirle. L'immaginazione non è abbandonata a se stessa: è una scrittura sensoriale che incoraggia a leggere con i sensi vigili e disponibili, a tenersi pronti con gli occhi ben aperti, le orecchie tese e le narici dilatate a cogliere le sensazioni di quello che, da qualche parte, sta avvenendo. Come i bambini svegli nei loro letti che ascoltano i rumori della casa seguendo con la fantasia i movimenti di chi è già in piedi. Sono racconti capaci di far sentire il freddo gelido dei boschi innevati e il calore confortevole delle case dai camini fumanti con le finestre appannate dai vapori delle cucine.
I protagonisti sono uomini che vanno per i boschi, reduci eternamente marchiati da una guerra che non risparmia nessuno, torturati dal pensiero dei nemici che hanno ucciso e dal rimpianto per gli amici che non hanno salvato. Per anni hanno sognato solo di sentire ancora una volta l’odore familiare della propria casa e, quando finalmente ritornano, si guardano attorno osservando i luoghi di sempre come se li stessero vedendo per la prima volta. Quando sono in compagnia perlopiù fanno delle cose insieme ma senza parlarsi, seguendo ognuno il filo dei propri pensieri. Molti di loro aspettano l’alba impazienti di andare a caccia. A volte tornano a mani vuote ma ristorati nel cuore perché la giornata in solitudine nei boschi è stata un’occasione per sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Il cacciatore e gli animali selvatici condividono una disposizione simile, si mettono in ascolto reciproco. Entrambi si muovono guardinghi, attenti a cogliere ogni minima traccia o segnale della presenza dell’altro. Un singolo rumore, un ramo che scricchiola o un passo, anche se attutito dalla neve, può essere fatale. E poi ci sono uomini che restano in casa e, tra una boccata di pipa e un'altra, fissano il bosco fuori dalla finestra in attesa di un ritorno.
venerdì 20 novembre 2020
Gli equinozi - Cyril Pedrosa
Una delle protagoniste è una giovane donna che vaga tra le strade della sua città fotografando i volti degli sconosciuti in cui casualmente si imbatte o a cui si avvicina di proposito attratta dallo smarrimento dei loro occhi.
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